L’artista Pier Domenico Magri nasce a Trescore Cremasco nel 31-07-1943.

Nel 1957 la sua famiglia si trasferisce a Milano: qui il giovane Magri ha la possibilità di visitare Musei e Gal- lerie. Nel 1958 al Palazzo Reale vede la mostra di Modigliani e ne rimane profondamente colpito.

Nel 1959 visita la personale di Carlo Carrà all’Annunciata e ha la possibilità di conoscere il maestro.

Nel 1960, conosce Giorgio Cigna che all’Accademia di Brera è allievo di Achille Funi, Marino Marini, e Gian lippo Usellini. Cigna è in grado di guidare il giovane amico nella sperimentazione delle varie tecniche pittoriche. Nello studio del pittore avvengono incontri che segnano inconfondibilmente il percorso artistico di Magri. Conosce infatti Roberto Crippa, Lucio Fontana , Gian lippo Usellini e altri ancora.

Negli anni ‘70 le sue opere sono caratterizzate principalmente dalla forza del colore e dalla luminosità del tessuto visivo. Espone alla Biblioteca Comunale di Trescore Cremasco e alla Galleria d’Arte La Porziana a Milano.

Negli anni ‘90 le opere di Magri assumono un diverso aspetto, pur nella generale continuità stilistica che contraddistingue il suo corpus ed evidenziano la maturità artistica . La composizione dei suoi oli sembra più pausata, la componente segnica appare più controllata, la “forma” viene ora accettata, i contorni dei colori si fanno più netti.

Negli anni 2000, riprendendo spunto dai disegni che faceva da ragazzo, disegni di Pianeti, satelliti, sfere e emisfere, sviluppa la sua indagine che lo conduce a rappresentare i suoi soggetti Cosmici attraverso delle convenzioni gravide di forza evocativa come “ Luna, Frecce, Scudi, Cascate” ecc.

Magri è ormai un artista affermato, ottiene numerosi premi, tra cui il “Premio Sikelia” dell’Accademia Federiciana di Catania, il “Premio Salvetti”, il “Premio al Merito”, conferitogli durante la Triennale d’Arte contemporanea di Catania ed il “Premio Empedocle” di Agrigento.

Nel 2007, grazie all’incontro con il Prof. Nuccio Mula, Magri riconosce  a Empedoclea delle quattro “radici” il fondamento che sin dall’inizio soprassiede alle sue opere.  Questa alternanza tra Caos e Disordine da un lato e ordine e chiarezza dall’altro, è la chiave per comprendere e interpretare correttamente le opere di Magri. 

Nel 2008 gli viene dedicata una tesi di Laurea dal titolo “Il Signore della Luce”

Nel 2009 gli viene conferito il Titolo Accademico” HONORIS CAUSA “ IN ARTI VISIVE E DISCIPLINE DELLO SPETTACOLO, per le geniali intuizioni e le magni che risultanze dello stile e dell’estro materico- informale pittorico, dall‘Accademia di Belle Arti “Michelangelo” di Agrigento.

Nel 2011 espone alla 54°La Biennale di Venezia Padiglione Italia –Palazzo Nervi. Torino

Nel 2015 espone alla 56 ° La Biennale di Venezia Padiglione Guatemala: una installazione dal titolo” L’E- ternit Riposo” 362x 592x 250 . Attraverso quest’ opera Magri si distacca dalle modalità esclusivamente pit- toriche: siamo di fronte alla prima installazione dell’artista che permette il disvelamento di una componente ironica e di un gusto caustico, sottile e mordace. L’installazione presenta molteplici componenti, su sfondo rosa vintage: in alto una tettoia di eternit; ai lati, su due piedistalli, il busto di Hitler con baffi rosa e una paperella di peluche gialla, al centro una sua opera dal titolo “Nessundove” n°2 olio su tela 100x100 con cornice argentata. Il senso degli elementi inseriti è: l’Eternit doveva essere eterna, ma ha provocato danni ambientali e morti. Hitler disse che il Terzo Reich sarebbe durato un millennio, il peluche è un richiamo alla fanciullezza passata, quindi nulla è eterno, forse solo l’Arte rappresentata dal quadro centrale è eterna.

Nel 2017 “Esposizione Triennale di Arti Visive a Roma” che si terrà Al Complesso Monumentale del Vit- toriano ala Albasini- Roma, nella Speciale Sezione riservata agli Artisti Storicizzati presenti in mostra e segnalati direttamente dal Direttore Artistico e Curatore Dott. Gianni Dunil.